E non casualmente Babetto illustra e commenta sovente i suoi gioielli con fotografie di dettagli tratti dall'architettura e ritagli di cielo, integrati da disegni e progetti, che supportano ulteriormente questo ancoraggio associativo.
L'opera orafa di Babetto offre un'esuberante ridda di connotazioni. Sicuramente è stato importante anche il suo contatto con l'arte cinetica: gli anni in Olanda lo hanno caratterizzato.
Ma la peculiarità, unica nel suo genere, della sua opera nasce dal suo rifarsi all'arte figurativa, ii cui vocabolario viene penetrato e dominato magistralmente. Egli non trasmette questo linguaggio, ma piuttosto strappa al suo materiale l'armonia, la risposta a domande che hanno perseguitato tutti i grandi artisti: volume nello spazio, armonia delle dimensioni ecc.
Babetto genera tensione fra l'apparenza massiccia dei suoi oggetti e la loro leggerezza, ad esempio fra la figura compatta e la superficie sottile, fra il vuoto e il pieno. È sicuramente un geniale direttore di questo gioco d'equilibrio.
E di recente anche i suoi cubi, i suoi triangoli e i suoi blocchi entrano in movimento. I volumi si intersecano gli uni con gli altri, si compenetrano, simulano asimmetria dinamica e disordine. Hanno forse le stelle cominciato a danzare?
Il rapporto fra Baviera e Italia del Nord nel triangolo Monaco-Milano-Venezia esprime una realtà cresciuta e sperimentata nei secoli. È sicuramente uno scambio culturale straordinariamente ricco e vivace. E d'altra parte Monaco, quale centro internazionale del gioiello, ha sempre attirato i più importanti protagonisti del mestiere. Giampaolo Babetto ha in effetti regolarmente esposto suoi lavori a Monaco fin dal 1967. E per due volte - esattamente nel 1975 e nel 1985 - la sua opera è stata insignita del premio Herbert Hoffmann della Fiera Internazionale dell'Artigianato di Monaco e nel 1991 ha ricevuto la medaglia d'oro da parte del Libero Stato di Baviera. Fra breve il gioiello godrà a Monaco di una collocazione assolutamente eccezionale: infatti, grazie al contributo della Fondazione Danner per la costruzione della nostra nuova sede, la Pinakothek der Moderne, il gioiello contemporaneo troverà la sua giusta collocazione accanto all'arte, all'architettura e al design - e con esso i lavori di Giampaolo Babetto.






 
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