Ingrid Rietveld e Rudi Simons Cohen
L'arte
Tratto da "Giampaolo Babetto", edito da "Aurum"




Vedere per la prima volta un oggetto fatto da Giampaolo Babetto crea la sensazione che conosciamo tutti quando scopriamo un vero lavoro d'arte: ci si sente emozionati e il desiderio di possedere l'oggetto diventa irresistibile. Perché è arte pura.
I gioielli di Babetto non si vendono in gioielleria, ma in una galleria d'arte e non in tutte, solo i migliori musei specializzati ne hanno qualche pezzo in collezione.





Alberto e Annamaria Carrain
La cultura
Tratto da "Giampaolo Babetto", edito da "Aurum"




Uno dei più bravi orafi del mondo. Passione e cultura s'intrecciano continuamente in Babetto... In questa gamma di piccoli oggetti destinati alla vanità femminile è racchiuso il tempo contemporaneo. L'aver conosciuto Giampaolo Babetto, averlo incoraggiato, seguito e goderne l'amicizia ci rallegra.





Suse Wassibauer
La perfezione
Tratto da "Giampaolo Babetto", edito da "Aurum"




Amo molto i gioielli di Giampaolo Babetto, ciò che mi affascina è l'elemento geometrico di base che, a seconda delle visioni prospettiche, assume con i rilievi luci ed ombre che lo trasformano. Nonostante le forme siano nette, severe, quasi arcaiche, sul corpo umano esse acquistano volumi che lo assecondano, creando un particolare campo di tensione. Dal momento in cui si inizia a portare un gioiello di Babetto sarà difficile trovare ancora piacere nell'indossare altri gioielli.
Johan Valcke
La spiritualità
Tratto da "Giampaolo Babetto", edito da "Aurum"




Ricordo che fui letteralmente sedotto dall'universalità delle sue creazioni e non ho più cambiato opinione. I pezzi di Giampaolo rievocano in me delle associazioni con i giardini zen in Giappone: qualche piccola roccia nel mezzo di uno spazio solcato da cerchi tracciati sulla sabbia, rigorosamente concentrici e paralleli. Per materiali organici che siano, questi giardini sono dei simboli che richiamano la meditazione, essi ci invitano a trascendere la semplicità degli oggetti, per arrivare all'essenza stessa dell'essere. I gioielli di Babetto si ispirano poco alle forme organiche, sono di concezione nettamente geometrica, ma soprattutto essi portano in sé la stessa forza tranquilla che è quella che si raggiunge nella vera arte e nella poesia.





Ton Berends
La passione
Tratto da "Giampaolo Babetto", edito da "Aurum"




Mercoledì 18 ottobre 1989 era una magnifica giornata autunnale. Quel giorno Giampaolo Babetto ed io avevamo un appuntamento per andare a vedere le opere che erano state la fonte di ispirazione per la nuova serie dei suoi gioielli: gli affreschi di Pontormo. In uno degli affreschi nella parte inferiore, appaiono Gesù Cristo, Pilato e molti altri personaggi, ciò nonostante la parte più importante della pittura è quella in alto, che raffigura un ragazzo che scende le scale con un vassoio pieno di pane e una brocca di vino, dipinto con tale slancio e sensualità che fa sì che sia il ragazzo a dominare l'affresco. Queste opere devono aver avuto un grande significato per lui, per fare questa fuga, lasciando temporaneamente il suo mondo costruttivo, spaziale, quasi architettonico per esprimere le sue emozioni con forme figurative. Io nutro una grande ammirazione per lui. Lo considero uno dei migliori disegnatori e creatori di gioielli nel mondo e uno dei miei migliori amici da più di vent'anni.
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