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PN Mi chiedo: come riesci a combinare tutto? Progetti e realizzi gioielli, ti occupi del laboratorio, della casa, del giardino, insegni, ti dedichi ai tuoi ospiti...
GB Mi sforzo di attribuire lo stesso valore a tutte le mie attività. Creare dei gioielli è una parte di me e sicuramente una parte importantissima, anche se le altre attività lo sono altrettanto. Non mi piace stabilire delle gerarchie fra le cose che faccio.
PN Sei comunque una persona molto organizzata e precisa.
GB Non lo so. Ho piuttosto l'impressione che tutto quel che faccio converga in una direzione, che si risolva cioè in maniera naturale e senza imposizioni, quasi come se il mio inconscio mi indicasse la strada da percorrere. Se faccio dei gioielli lavoro fra l'altro molto rapidamente, d'impulso e con molta energia. Il processo di ricerca delle forme è intenso e concentrato anche quando si tratta di forme semplicissime. Direi semmai che una parte di me è ben organizzata e strutturata, l'altra invece è libera. Se per caso mi imbatto in qualcosa di nuovo che mi accende la fantasia, allora me ne approprio e provo a realizzarlo. In quella parte invece che io definisco libera si evidenzia il giocatore. Amo le situazioni-limite. In un certo qual modo sono sempre alla ricerca dei limiti delle cose. A quel punto agisco come un giocatore, con la sola differenza però che gioco con me stesso.
PN Cerchi i tuoi limiti, ma ami anche le delimitazioni. I tuoi gioielli producono spesso l'effetto di un campo geometricamente misurato col compasso, chiaramente definito. Definire qualcosa con chiarezza si può fare solo se si possiede una chiarezza interiore.
GB Non so. Non mi è facile risponderti. Certamente i gioielli che realizzo sono chiari nella loro forma. Spero però che si possa riconoscere che possiedono un'interiorità e una esteriorità. Cerco comunque di trasmettere loro una vita interiore, di instillare loro, per così dire, un'anima. Solo allora il gioiello acquisisce una forza che permette di stabilire una comunicazione con chi lo osserva.
PN Fra le altre nei tuoi lavori traspaiono delle influenze o forse, detto altrimenti, delle ispirazioni. Penso qui al Pontormo o anche al tuo confronto con De Stijl o con l'avanguardia russa. Che importanza ha avuto per te il Pontormo?
GB Nel mio intimo credo di essere un "classico". Per me sono importanti i principi classici come chiarezza formale, misura e proporzioni. Nel caso del Pontormo mi ha molto impressionato come questo artista intenda proporzione e contenuto di una forma in maniera affatto diversa dalla mia. Quando per la prima volta vidi gli affreschi del Pontormo rimasi come folgorato. Volevo penetrare nel mondo di questo artista, volevo diventare creativo al pari suo. Ancora oggi non so bene quale processo si sia innescato in quel momento. L'incontro e il confronto col Pontormo hanno rappresentato comunque per me una fase molto intensa e di grande arricchimento. Riguardo alle somiglianze con elementi di De Stijl o con l'avanguardia russa, realizzando i miei progetti non ho affatto pensato a queste correnti stilistiche. Solo in seguito da più parti mi sono state fatte notare certe affinità. E in fondo va bene anche così.
PN Sei rimasto affascinato dal colore per la prima volta con i gioielli della serie dal Pontormo? |
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GB No, col colore ho iniziato a lavorare per la prima volta nel 1983 e precisamente con i colori di base nero, bianco e rosso. Erano tutti colori in resina sintetica. Grazie a questi gioielli ho vinto nello stesso anno il gran premio della Japan Jewellery Association. La serie dal Pontormo con i suoi "metalli colorati" è arrivata solo dopo e quasi contemporaneamente anche la serie a colori dei miei "gioielli decostruttivisti". Almeno a me piace chiamarli così.
PN Citi spesso i concetti di tensione e armonia che definiscono contrapposizioni o anche poli contrari che si attraggono vicendevolmente. In che misura sono importanti per la comprensione del tuo lavoro?
GB Proverò a spiegarlo. Parto quasi sempre da una forma di base geometrica, non perché mi interessi l'estetica della geometria o perché intenda condurla alle estreme conseguenze, ma molto semplicemente perché lavoro volentieri con forme semplici. Rinuncio fin dall'inizio a tutti gli elementi decorativi. Una volta scelta la forma di base - mi piace lavorare con il pentagono - prende il via un processo di minimizzazione. Cerco di riuscirci con un minimo di materiale e di dispendio tecnico, anche se questo è spesso accompagnato da grandi difficoltà nell'esecuzione. Spesso combatto delle vere e proprie battaglie con materiali e forme in modo che alla fine ne risulti un qualcosa di vibrante, un oggetto che pur nella sua semplicità riesca ad esprimere l'intera tensione del processo creativo.
PN Penso che tu ci riesca perfettamente perché la tensione è qualcosa che si sente in quasi ognuno dei tuoi gioielli: il rigore emana energia.
GB Per me questo è il massimo dei complimenti. A volte il lavoro a un gioiello ha qualcosa di molto sensuale.
PN In quali ore del giorno stai seduto di fatto al tuo tavolo da orafo?
GB Non vorrei passare per presuntuoso, ma in realtà io lavoro sempre. Inizio molto presto e lavoro fino a tarda sera. La giornata, come ho già detto, non dovrebbe concludersi lavorando, ma semmai davanti a un buon bicchiere di vino. In questo momento non mi occupo solamente di gioielli ma anche di design di mobili. Progetto una collezione di mobili per una grande ditta. È un compito affascinante, non da ultimo anche perché non è comparabile col lavoro di un orafo.
PN È possibile stabilire una relazione fra i gioielli e i mobili? E perché proprio i mobili? Non sarebbe pensabile che accanto all'attività di orafo tu facessi anche disegni o sculture? Certo non può essere un caso se fra una cosa e l'altra tu ritorni sempre a progettare dei mobili... A me pare di vedere una corrispondenza stretta fra le forme dei mobili e i gioielli delle tue differenti fasi creative. Penso qui per esempio al letto ispirato al Pontormo.
GB Forse ci sono dei punti di contatto anche se non possono essere essenziali visto che se si lavora in un altro ambito creativo si è sottoposti anche a tutt'altre regole. Non solo si deve pensare in altre dimensioni, ma va ripensato completamente il modello mentale. Ingrandire e basta non è sufficiente perché così l'oggetto perderebbe in intensità. Perché dovrei però fare disegni e sculture e non mobili? I mobili sono degli oggetti molto interessanti e stanno in stretta relazione con l'architettura. (segue >>) |